Dolore alla colonna cervicale: quale terapia?

cervicale news.jpgLa cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi; essa colpisce il tratto cervicale della colonna vertebrale e ha come sintomo principale il dolore, più o meno intenso e costante, di entità del tutto variabile. Tra i sintomi secondari si possono riscontrare: nausea, vomito, affaticamento e tensione muscolare, parestesie e debolezza all'arto superiore.

La diagnosi è indispensabile per risalire alla causa. Gli esami diagnostici più utilizzati sono l'anamnesi del paziente; la radiografia; TC; MRI e l'elettromiografia.

La cervicalgia acuta è causata dalla degenerazione di uno o più dischi intervertebrali; dal colpo di frusta; dall'ernia cervicale; dall'iperlordosi lombare; dall'ipercifosi dorsale; dalle lesioni traumatiche pregresse; dalla spondilosi; dagli osteofiti (speroni ossei); dalla postura scorretta; dallo sport di potenza che implichi sovraccarichi; dallo stress psico-fisico.

E' possibile distinguere la cervicalgia in:

"cervicalgia propriamente detta": il dolore si concentra esclusivamente in sede cervicale;
"cervico-brachialgia": il dolore si estende distalmente, ovvero dalla zona cervicale fino al braccio e alla mano;
"sindrome cervico-cefalica": la cervicalgia compare assieme a disturbi della deglutizione, vertigini e alterazioni della vista.

La terapia per curare la cervicalgia consiste nel trattare la causa che ha scatenato il dolore, andando a ridurre la tensione muscolare, riducendo fino ad eliminare del tutto lo stato infiammatorio e correggendo in ultimo la postura.

Nella mia pratica quotidiana ho potuto riscontrare un maggior successo terapeutico andando ad associare le terapie fisiche, che svolgono un'azione antinfiammatoria e biostimolante, a trattamenti manuali volti a ridurre le tensioni muscolari e alla ginnastica posturale per ripristinare il giusto assetto posturale.

Una tra le terapia fisiche da me più utilizzate nei casi di cervicalgia è la diatermia da contatto (tecarterapia). Essa si basa sulla generazione di un campo elettromagnetico ad elevata frequenza; sfrutta l'effetto del condensatore sul corpo umano, induce nei tessuti delle correnti di "spostamento" prodotte da un movimento alternato di cariche elettriche tramite ioni che costituiscono l'essenza di ciascun substrato biologico.

Viene applicato al paziente un elettrodo passivo, una piastra metallica, indispensabile a creare una differenza di potenziale tra due punti e consentire così il passaggio di corrente, mentre il secondo elettrodo, sia il capacitivo che il resistivo, vengono posizionati o spostati sul paziente dal fisioterapista, direttamente sulla zona da trattare, utilizzando sempre una crema conduttiva.

La diatermia da contatto ha due modalità di azione: quella capacitiva e quella resistiva.

La prima agisce sui tessuti molli, come muscoli, sistema vascolare e linfatico. Il manipolo in questa fase viene spostato dal terapista che effettua un massaggio durante il quale il paziente avverte un piacevole e leggero calore.

Il trattamento di un'infiammazione in fase acuta va eseguito in atermia, senza innalzare cioè la temperatura del tessuto che stiamo trattando, per favorire la circolazione e quindi il drenaggio di eventuali edemi o versamenti. L'altra modalità impiegata è quella resistiva, che viene invece utilizzata per le applicazioni su tessuti a maggior resistenza, come ossa, cartilagini, grossi tendini, aponeurosi. L'elettrodo resistivo va tenuto fermo dal fisioterapista sulla zona da trattare.

La diatermia da contatto stimola l'energia dall'interno dei tessuti biologici stessi, attivando e velocizzando i naturali processi riparativi e antinfiammatori. E' in grado quindi di accelerare i processi rigenerativi naturali dell'organismo, velocizzandone il recupero completo, specie dopo un trauma.

Gli effetti biologici, prodotti da questo tipo di terapia fisica, a livello tissutale, sono un incremento dell'attività metabolica con un aumento della produzione di ATP (velocizzazione del tempo di riparazione); un aumento della circolazione ematica e del drenaggio linfatico e l'aumento della temperatura endogena.

Da ciò si deduce che la tecarterapia è in grado di determinare una vasodilatazione con conseguente aumento del flusso ematico locale che comporta un maggior rifornimento di ossigeno e di sostanze nutritive e all'eliminazione dei cataboliti; una velocizzazione del riassorbimento degli ematomi. Produce inoltre una riduzione della sintomatologia algica per effetto antinfiammatorio e anche per il rilascio delle endorfine; una riduzione degli spasmi e contratture muscolari.

Nel trattamento delle cervicalgie, per aumentare il rilassamento delle strutture muscolari e determinare un riequilibrio psico-fisico del paziente, mi avvalgo della terapia manuale di Bienfait: il pompage miofasciale.
Quest'ultimo è una terapia manuale che viene eseguita dal fisioterapista direttamente sulla struttura che riveste gli organi corporei, in modo tale da proteggerli, collegarli e separarli: la fascia.
La fascia è un tessuto connettivo lasso, formato da fibre collagene ondulate che consente il "movimento" tra un muscolo e l'altro. Tale tessuto si trova al di sotto della cute e ricopre quasi tutto il corpo umano senza interruzioni, rivestendo anche le ossa, vasi sanguigni e nervi.

La tecnica va eseguita in tre tempi.

Il primo tempo è rappresentato dalla trazione della fascia, che deve essere lenta e regolare, nel rispetto dell'elasticità dei tessuti trattati; la seconda fase è il mantenimento della trazione stessa che va tenuta per almeno 30 secondi, fondamentale per ottenere il rilassamento muscolare; la terza fase è invece il rilasciamento graduale della tensione, che deve avvenire in maniera molto lenta, in un tempo doppio del mantenimento e della messa in tensione.

Ogni pompage va ripetuto mediamente 5/10 volte per un ciclo minimo di trattamenti. Il pompage miofasciale svolge inoltre un'azione decontratturante, antalgica e di richiamo circolatorio attraverso una lenta e continua mobilizzazione della fascia.

A cura di Arianna Micocci (fisioterapista Fisiomedical Caravaggio)

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