Dolori alla colonna: come mi oriento?

posturologia_e_scoliosi.jpgNella mia pratica clinica quotidiana moltissimi pazienti si rivolgono alla mia attenzione per dolori cronici della colonna vertebrale, che si presenta ormai da anni, nonostante innumerevoli visite mediche e trattamenti svolti.
Il problema molto spesso è proprio nella diagnosi: il dolore è conseguente a problemi muscolari, ad un'ernia del disco, alla postura errata o ad un'infiammazione? La corretta conduzione dell'anamnesi è fondamentale per dipanare i dubbi e scegliere l'opzione terapeutica adatta al singolo caso.

Le cause dei dolori riferiti alla colonna vertebrale sono molteplici, e possono essere riassunti, nelle forme più frequenti, come segue: sindrome miofasciale, infiammazione delle articolazioni o dei legamenti della colonna, artrosi della colonna, ernia del disco sintomatica, dolore riferito da patologie viscerali, fibromialgia.

SINDROME MIOFASCIALE

Nella sindrome miofasciale il dolore è causato da contratture muscolari croniche, definite "trigger point", caratterizzate da ispessimento della zona fibrosa, ischemia, irritazione e sensibilizzazione dei nervi.
In questi casi il dolore si presenta già dal mattino, oppure dopo un più o meno lungo periodo di immobilità: classico il caso di chi sta seduto per un'ora di seguito e sente la "stilettata" appena fa lo sforzo di alzarsi.
Generalmente i distretti della colonna più colpiti dalla sindrome miofasciale sono quelli alti: dolore al collo, trapezio, dolori alla mandibola o cefalea di tipo tensivo, oppure dolore tra le scapole. Il dolore classicamente migliora col movimento, con lo stretching, con il calore o con la "disattivazione" del trigger point, per cui le terapie più efficaci sono: infrarossi, agopuntura, massaggio, energia vibratoria muscolare e stretching.

Alla base della sindrome miofasciale c'è sempre un'attitudine costituzionale o caratteriale a stare "in allerta", a trattenere le emozioni, soprattutto negative, oppure la tendenza a competere molto: le vittime più frequenti di sindrome miofasciale sono persone che tendono ad "ingoiare" la rabbia oppure professionisti e/o imprenditori costretti a reggere tensioni continuative sul lavoro. Le situazioni descritte sono, molto spesso, accompagnate dalla tendenza a trattenere il respiro e a rimanere per ore, in modo automatico, con i muscoli della mandibola, del collo e delle spalle in tensione continuativa.

Per questo motivo il percorso terapeutico, in questi casi, non può prescindere dalla rieducazione del tono muscolare e del respiro: tramite strumenti di bio-feedback il paziente si rende conto delle sue contrazioni automatiche, visualizzando dei grafici sul computer collegato, tramite elettrodi, ai suoi muscoli, può così allenarsi a resettare il tono muscolare e a sentire la differenza tra contrazione e rilassamento, per poi riprodurre questa sensazione nel suo quotidiano.

SCIATICA VERA E SCIATICA FINTA

Quando, viceversa, i dolori colpiscono la colonna lombare, è importante fare la diagnosi differenziale tra cause muscolo-pasturali e cause infiammatorie.
È infatti molto frequente che un paziente con lombalgia cronica sia sottoposto a risonanza magnetica e che venga evidenziata una protrusione discale, la terapia viene quindi rivolta alla cura della protrusione (a volte chirurgica) e il dolore non si modifica: è presente un'ernia ma non è la causa del dolore.
Il dolore di tipo infiammatorio è classicamente aggravato dal movimento e dal carico, quindi si presenta durante o dopo la giornata di lavoro, o quando si sta molto tempo in piedi e, in caso di ernia infiammata, può essere proiettato alla gamba fino al tallone oppure fino al ginocchio, ma, anche in questo caso, esistono condizioni che simulano la sciatica: trigger point dei muscoli glutei o infiammazioni dell'articolazione sacroiliaca sono cause di "finta sciatica".
In caso di dolore infiammatorio la terapia d'elezione è l'Ossigeno-Ozono terapia, l'Elettroagopuntura, il Laser Hilt e l'Enerpulse Papimi, per il miglioramento dell'infiammazione e del dolore, però è importante, successivamente, aggredire la causa dell'infiammazione stessa.

RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE

Una gamba corta, vera o finta, la rotazione del bacino, un appoggio asimmetrico dei piedi sono frequentemente alla base delle alterazioni della colonna lombare: in questi casi la visita medica Posturologica, accompagnata dall'esame visuo-posturale e da esami strumentali, quali la baropodometria, la stabilometria e la scansione ottica della colonna vertebrale, ha lo scopo di individuare e correggere le anomalie posturali alla base del dolore lombare, tramite plantari propriocettivi confezionati ad hoc, esercizi ortottici e rieducazione posturale con Pancafit.

CONCLUSIONI

I nostri protocolli di analisi e trattamento della colonna vertebrale sono incentrati non solo nella risoluzione del sintomo, ma anche nel miglioramento delle condizioni di base, tramite rieducazione delle tensioni emotive, soprattutto per i dolori cervicali, e tramite la riprogrammazione posturale, soprattutto per i dolori lombari.

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